Licenziamento per aver dato della “MILF” ad una collega su facebook
19.02.2015 22:54Tribunale di Ivrea – Ordinanza Sezione Lavoro del 28/01/2015
Il è stato licenziato dall’azienda per cui lavorava per aver pubblicato sul proprio profilo personale facebook un post offensivo diretto all’azienda e alle colleghe.
Nel ricorso presentato avverso il licenziamento, il dipendente ha chiesto di poter essere reintegrato nel posto di lavoro, non negando di aver scritto quel post sulla propria pagina facebook, ma rappresentando al giudice che, a suo parere, anche se offensivo, detto post non avrebbe potuto giustificare un licenziamento.
Veniva osservato dal giudicante che i post e i commenti pubblicati non si trovavano all’interno di un gruppo chiuso ma erano “potenzialmente visibili a tutti gli utenti dei social media” e, inoltre, che la rimozione degli stessi avvenne solo in seguito ad una esplicita diffida da parte dell’azienda.
Per il giudice la condotta del dipendente integra il reato di cui agli artt. 81 cpv, 595 c. 1 e 3 cod. penale e le espressioni utilizzate, rimaste online per diversi giorni, sono state ritenute di “assoluta gravità” al punto da confermare la giusta causa posta a fondamento del provvedimento espulsivo del ricorrente, condannato anche al pagamento delle spese processuali.
L’ordinanza in esame conferma l’orientamento giurisprudenziale del licenziamento per giusta causa di post denigratori pubblicati sui social network che coinvolgono il datore di lavoro così come altri dipendenti dell’azienda.
Per vedere il testo della sentenza: www.sentenze-cassazione.com/wp-content/uploads/2015/02/P19_ivrea.pdf
Quanto accaduto dimostra come l’utilizzo dei social ha necessità di essere disciplinato attraverso la redazione di socialmedia policy - aziendali, regole semplici e trasparenti, non in un’ottica repressiva, ma per rendere consapevoli gli utenti e gli operatori dei possibili rischi e diffusione di dati relativi a lavoratori o all'azienda e danni all’immagine e alla reputazione delle organizzazioni.
Tale Policy dovrà essere declinata sulle attività e caratteristiche dell'impresa e dovrà essere indirizzata non solo ai dipendenti ma a tutti gli attori aziendali (es. stagisti; consulenti, etc) e ricomprendere anche suggerimenti per la gestione dei profili social personali.
In presenza di una specifica Policy, l'eventuale necessità di adottare un provvedimento espulsivo (licenziamento) vedrà rafforzata la sua tenuta.
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